Partirà venerdì 12 maggio “Cinefilo ‘77” la rassegna cinematografica ideata  dall’associazione culturale Entropia in collaborazione con Cinepresi, associazione di cultura cinematografica. Evento che vanta il patrocinio gratuito della Calabria Film Commission. Venerdì 12 maggio e poi ogni mercoledì, dal 17 al 31 maggio, alle ore 20:30, all’interno del  micro-teatro del DAM (Filorosso), situato nell’Edificio Polifunzionale dell’Università della Calabria. Quattro appuntamenti nel mese di maggio all’Università della Calabria con la rassegna “il Cinefilo ‘77”, proiezione del film e “dibattito no” con un ospite speciale. Un viaggio breve nella storia italiana e nelle pieghe di un tempo che ha aperto immaginari, dispiegato pratiche, costruito amori e amicizie, distrutto vite. “Uno strano movimento di strani studenti”: così fu definito all’alba del ‘77 il Movimento che irrompe in Italia sotto forma di contestazione studentesca (contro la circolare Malfatti che cancella il piano di studi libero introdotto dal ’68) ma da subito svela la natura composita del “soggetto” che scende in piazza, formato da liceali e universitari, e proletari, operai, femministe, indiani metropolitani. Quaranta anni dopo, guardiamo al ’77 attraverso l’occhio attento del cinema italiano. L’incipit è un modo per non prendersi troppo sul serio. “Io sono un autarchico”, primo lungometraggio di Nanni Moretti, nel dicembre del 1976 anticipa quel movimento con una parodia della militanza di sinistra che costituisce anche un amaro presagio dell’individualismo che sarà. Il morettiano “No, il dibattito no!” sarà introdotto da Paride Leporace, direttore della Lucania Film Commission. Siamo ancora nel 1976 quando esce “Todo Modo” di Elio Petri, ispirato al romanzo di Sciascia, film maledetto sul potere e sulla corruzione in Italia con Gian Maria Volonté nei panni di un leader democristiano, film scomodo da subito, che dopo un mese di programmazione finì sotto sequestro. “Dibattito no” affidato al critico Marcello Walter Bruno. Entriamo nel vivo del Movimento con le storiche immagini su Parco Lambro di Alberto Grifi, rimontate da Angelo Rastelli nel documentario dal titolo “Nudi verso la follia” (2004) e con una prima visione che porta la firma di Francesco Munzi, “Assalto al cielo” (2016), documento costruito solo con materiali d’archivio e definito da Bifo “il più bel lavoro sul ‘77”. “Dibattito no” con Bruno Roberti, che curerà anche un ricordo di Alberto Grifi. Chiudiamo con il film di Guido Chiesa “Lavorare con Lentezza” (2004), interpretato fra gli altri dall’attore cosentino Max Mazzotta – che sarà presente alla proiezione: è la storia di Radio Alice nella Bologna del ’77, città nella quale il Movimento si espresse nella sua forma creativa e culturale più provocatoria.