Presentato, questa mattina, all’ItalianPavillon, negli spazi dell’Hotel Barriere Le Majestic, l’Atlante cinematografico Cine Tour Calabria – Guida alla Calabria cinematografica con la partecipazione di Maurizio Paparazzo, Giovanni Scarfò, autori del volume; Giuseppe Citrigno, Presidente della Calabria Film Commission e Paride Leporace Direttore della Lucana Film Commission. A moderare e condurre la giornata è stata Laura Delli Colli, Presidente dei Giornalisti Cinematografici Italiani. L’atlante cinematografico Cine Tour Calabria – Guida alla Calabria cinematografica è frutto di una paziente ricerca che ha avuto come obiettivo quello di colmare una lacuna storiografica. Si tratta di un’opera di recupero e di riordino dei film girati in Calabria, o anche altrove ma con una ambientazione calabrese. Accanto alla proposta cine-turistica in linea con il movie-inducedtourism, il volume certifica in modo inconfutabile che il Cinema realizzato in Calabria ha una sua Storia: dal 1942 al 2017 sono stati girati 183 film di finzione destinati alle sale cinematografiche e al piccolo schermo.

La proposta di realizzare la presente pubblicazione è stata subito condivisa da Paride Leporace nella sua veste di allora direttore della Calabria Film Commission. Il progetto è stato poi varato grazie al contributo della Fondazione Calabria Film Commission e della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania – spiegano gli autori -Ma un particolare, sentito, grande ringraziamento va al Presidente Mario Oliverio che ha creduto sin dall’inizio in questa iniziativa culturale, l’ha sostenuta e incoraggiata lasciando così un’ulteriore, ennesima e prestigiosa testimonianza del suo mandato istituzionale”. La rassegna è basata sulla raccolta di dati tratti da giornali, riviste specializzate, internet e su informazioni raccolte “sul campo”, testimonianze di registi, produttori, attori, collaboratori vari e la memoria della gente. Il materiale raccolto è stato successivamente diviso in 8 itinerari cineturistici raggruppando i film nelle zone e nelle località dove sono stati ambientati. Oltre alle notizie riguardanti i film, il volume offre una serie di informazioni di carattere storico e culturale a cui hanno dato voce lo storico Ulderico Nisticò e la scrittrice Daniela Rabia.Gli itinerari cinematografici sono diventati così cine-turistici. “Un testo di facile e utile consultazione per le produzioni cinematografiche in cerca di location, per scenografi e location manager, per gli studiosi e gli appassionati di cinema, per i turisti che desiderano approfondire la conoscenza della loro destinazione turistica e per i calabresi che vogliono avere un panorama complessivo dei film e dei luoghi interessati al cinema” così si legge nell’introduzione. Era necessaria anche per la Calabria una guida che desse con immediatezza delle indicazioni precise, dei suggerimenti e idee utili alle produzioni. Da qui la scelta di offrire una campionatura di 180 foto originali realizzate da 5 fotografi (Renda, Galluccio, Guido, Oppido e Tolisano) distribuiti sull’intero territorio calabrese. La preferenza per questo tipo di impostazione ha portato a quella che si può definire la visualizzazione dell’identità paesaggistica calabrese. Le immagini scelte secondo un taglio cinematografico per ogni cine-itinerarionon sono quindi solo utili a suggerire delle potenziali location per le produzioni (e quindi una guida per addentrarsicon metodo in un territorio sconosciuto) ma anche a visualizzare la specificità di ogni area.Gli 8 itinerari cine-turistici rimandano ciascuno a 8 identità territoriali che a loro volta,nel loro insieme, rinviano all’identità più generale dell’intera regione. E finalmente la visualizzano. Le potenzialità paesaggistiche e scenografiche della Calabria appaiono così di una varietà, di una spettacolarità e di una ricchezza inattesa.Funzionale a questo discorso è il paesaggio,che è stato sin dal 1942 il vero motore attrattivo delle produzioni cinematografiche. Sono state le montagne, i boschi, gli altopiani e i laghi ad attrarre le produzioni e i registi. Successivamente, il cinema ha scoperto anche le coste, la spiaggia, il mare. In ogni caso è il paesaggio, gli “esterni”, che affascinano. La ricerca dei luoghi e dei film girati nel passato ha portato così alla definizione di una Storia che è anche sguardo in prospettiva, apertura verso soluzioni scenografiche e ambientazioni possibili. Il paesaggio calabrese è fatto di luce, di cielo, di vertigine, di contemplazione, di smarrimentoe di profondità.