È il tempo, “rimasto nelle pieghe della vita”, il protagonista del film documentario “Il tempo rimasto” che sarà presentato in anteprima nazionale il 3 dicembre, al festival di Torino.

Il film – diretto da Daniele Gaglianone e prodotto da ZaLab Film Srl con il contributo della Fondazione Calabria Film Commission – è una riflessione sulla vecchiaia e su cosa si può scoprire guardandosi in questo specchio.
Com’era la vita prima dell’elettricità, prima della macchina, prima del riscaldamento, prima del telefono, prima della televisione?
Sono queste le domande cui cerca di dare risposta “Il tempo rimasto”.

SINOSSI

Quando il passato riemerge può rivelarsi indomabile e diventare un altro presente, il qui e ora di uno spazio nitido e indefinito allo stesso tempo, sospeso in uno stato d’animo che toglie il fiato.

Il protagonista di questo film è il tempo, rimasto nelle pieghe della vita. È un film su dei bambini e dei giovani che ora, con le rughe disegnate sul viso, ritornano indietro, a volte come se fossero di nuovo là dove sono stati.

Un lungo percorso di ascolto e di incontri attraverso l’Italia, alla ricerca di un mondo “fino a ieri” che a volte appare remotissimo e a volte stranamente presente.

Il tempo rimasto è un flusso fragile e resistente lungo un sentiero che vuole disorientare anziché portare in un luogo preciso: i frammenti di vita lontana si inanellano e scivolano uno dentro l’altro legando fra loro persone lontane, ma procedendo per il sentiero si riconosce il filo leggero e solido che può guidare chi percorre questo labirinto.

 

Il film sarà presentato in conferenza stampa venerdì 3 dicembre alle ore 11.00 presso la Mole Antonelliana ed arriverà nelle sale cinematografiche a partire dal 20 gennaio 2022.